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Cecilia delle Grazie Azione teatrale itinerante nel complesso borbonico |
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CECILIA DELLE GRAZIE azione teatrale itinerante nel complesso borbonico I EDIZIONE 2002
La rivalutazione di un territorio passa senza dubbio attraverso molte strade, quella della spazio fisico, delle testimonianze architettoniche, dei manufatti artistici e sicuramente anche quella che coinvolge la storia locale con tutti i personaggi che a questa hanno dato lustro e significato. Nel caso di San Nicola la Strada è evidente che la presenza in pieno centro cittadino di un palazzo borbonico, in cui Ferdinando Il istituisce, nel luglio del 1850, un convitto femminile, proietta in primo luogo questo territorio nel bel mezzo di una fase storica densa di avvenimenti di estremo interesse (la prima costituzione liberale nel Regno delle Due Sicilie, le rivolte del 1848, il percorso lungo e sanguinoso del Risorgimento italiano...) e nello stesso tempo il manufatto architettonico in questione si candida chiaramente a divenire simbolo stabile di un'intera comunità. Appare dunque non solo comprensibile, ma anche indispensabile, il tentativo di far rivivere in maniera attiva questo luogo e potenziarne il legame con la storia, la cultura e la società cittadina, così che il suo valore trovi sempre più ampio spazio nella coscienza collettiva e attiri contemporaneamente anche l'interesse delle comunità limitrofe. Una presenza borbonica così rilevante, infatti, pone immediatamente San Nicola La Strada in una linea di continuità con tutti i luoghi borbonici della provincia di Caserta, cosicché se la Reggia e San Leucio possono a buon diritto essere considerati i segni tangibili della politica di Carlo prima e di Ferdinando IV poi a partire dalla metà del '700, il Convitto della Madonna delle Grazie di San Nicola può di fatto ben rappresentare una significativa testimonianza dell'opera di Ferdinando II, nonché la concreta espressione dell'ultimo periodo della storia borbonica, ormai prossima alla sua conclusione.
IL PROGETTO Nell'ambito dunque di una rivalutazione del complesso borbonico del Convitto di S. Maria delle Grazie si propone la realizzazione di un evento artistico-culturale da svolgersi all'interno degli spazi utilizzabili del Convitto. Scopo dell'evento sarà da un Iato quello di celebrare l'atto di costituzione del Convitto stesso, scoprendo nell'occasione anche la targa apposta dall'Amministrazione Comunale, e dall'altra permettere a quante più persone possibili, cittadini e non di San Nicola, un contatto diretto con questo luogo e con la memoria storica che esso racchiude, attraverso una forma che si collochi a metà strada tra la rievocazione storica e la performance spettacolare, senza trascurare la correttezza delle informazioni fornite, ma prediligendo un allestimento accattivante che valorizzi l'atmosfera del luogo stesso e l'impatto con gli spettatori. Il tentativo, in pratica, è quello di sviluppare una sorta di affascinante viaggio nelle sale e nei corridoi del Convitto, in cui la memoria storica del luogo si intreccia con quella degli avvenimenti del Regno delle, Due Sicilie; viaggio a cui presteranno corpo e visibilità l'intervento di attori, musicisti e danzatori, che si faranno da tramite tra le suggestioni offerte dallo spazio architettonico e la fruizione dell'evento stesso da parte degli spettatori.
ARTICOLAZIONE La manifestazione si snoda attraverso un percorso che toccherà alcune zone del Convitto, lungo il quale il pubblico sarà condotto da uno o più personaggi guida-che introdurranno e illustreranno l'itinerario. Tali personaggi rievocheranno figure più o meno immaginarie che hanno avuto a che fare con il Convitto, per esempio il custode, lo stesso Ferdinando II, il cappellano o alcune suore... Nel corso della visita sono previste sette tappe dedicate ad alcune situazioni specifiche, durante le quali il pubblico potrà assistere ad azioni recitate, interventi musicali e danzati attinenti alla singola situazione in cui verrà a trovarsi. Il percorso, al fine di sottolineare l'atmosfera dei luoghi, sarà scandito nei luoghi di passaggio da luce naturale(candele, fiaccole...), nei punti invece ove vi sono gli interventi artistici da luce artificiale. Il pubblico, perché sia possibile una migliore fruizione, verrà raccolto in gruppi di 40-50 persone, che partiranno a scaglioni e ad intervalli regolari (tempo di attesa fra uno scaglione e l'altro ca. 10 minuti). L'intero percorso avrà una durata media di ca. I h In particolare la replica del!' 11 Marzo è destinata ad alunni e docenti delle scuole del territorio cittadino.
La realizzazione di questo percorso alla scoperta del Real Convitto Borbonico della Madonna delle Grazie nasce senz'altro dalla volontà di rivitalizzare un edificio così carico di memoria per il territorio della città di San Nicola la Strada, ma al tempo stesso anche dal desiderio di recuperare l'impatto emotivo che esso può avere su chi lo visita, seppur per la prima volta. Memoria ed emozione, dunque, sono state le direttrici preferenziali lungo le quali si è mosso il lavoro di costruzione dell'evento, che poco a poco ha assunto le forme di un viaggio breve ma intenso, nel corso del quale piccole carovane di spettatori incuriositi attraversano sale e corridoi, imbattendosi a più riprese in singolari personaggi che sembrano emergere da un passato lontano ma Tutto parte da un decreto reale datato 8 Luglio 1850, con il quale Ferdinando II, il "re bomba", istituisce nel ritiro di San Nicola un convitto ed orfanotrofio destinato alle figlie dei militari che hanno servito la corona borbonica; neanche un anno più tardi, è il 7 Aprile del 185 l, vengono emanate anche le disposizioni generali e il regolamento che scandiranno la vita dell'istituto. Il regolamento contiene dettagliatissimi paragrafi circa l'amministrazione, la disciplina, l'educazione morale, il vitto e l'istruzione delle fanciulle, mentre affida la direzione alle Suore della Carità, alle quali è demandata ogni. fòrma di responsabilità.Fin qui il dato freddamente storico. Oggi le condizioni del Convitto non permettono una visita completa di tutta la sua estensione, per cui si proceduto alla scelta di alcuni luoghi dove far rivivere io spirito e le forme di quel lontano Luglio del 1850, quando le prime fanciulle varcarono la soglia dell'istituto, popolandolo con la loro presenza.Proprio questa ci è sembrata la chiave da utilizzare: ricreare ciiè all'interno del Convitto una presenza, non solo di educande, ma di figure che con questo luogo hanno avuto a che fare, quali il vecchio custode, il cappellano, il chirurgo e altri ancora. Figure anonime se si vuole, ma che bene incarnano l'atmosfera che in quelle stanze si riesce ancora a respirare; e ancora, non mancano piccole suore dalle storie curiose e a volte drammatiche, tra le quali Cecilia che ha ispirato il titolo dell'intero allestimento, fino ad arrivare allo stesso Ferdinando Il che vedremo nel momento in cui proclama il decreto di istituzione del Convitto. Queste presenze, per metà magiche e per metà reali, unite ad altre presenze, che altro non sono se non gli spettatori e ì visitatori del nostro tempo, fanno riaffiorare l'anima, la memoria, le sensazioni di un ieri che trova ancora posto nell'oggi, fornendo un incontro tra i secoli invidiabile e foriero di ulteriori insegnamenti.
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